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venerdì 12 aprile 2013

A tutte le mamme, quelle presenti e quelle future, e a quelle che lo sono da sempre: Le dieci cose che ho imparato su di me e sulla gravidanza

Sono ormai giunta alla 34esima settimana, siamo agli sgoccioli e non vorrei sembrare scontata ma nove mesi sembrano non passare mai... ma in vista del "traguardo" inizio a sentire una forte ansia e penso che sia decisamente TROPPO PRESTO!
Sono stati giorni davvero belli ed impegnativi, ma soprattutto pieni di difficoltà sia fisiche che emotive... non ci siamo fatti mancare niente: mal di schiena, nausee, vomito, emorroidi, dita gonfie, vertigini, perdite, insonnia.
Quello che ho imparato vorrei scriverlo qui, in modo da non dimenticare mai il lungo percorso che mi sta portanto a diventare mamma e... perchè no, condividere la mia esperienza con chi inizierà questo percorso.


A TUTTE LE MAMME, QUELLE PRESENTI E QUELLE FUTURE, E A QUELLE CHE LO SONO DA SEMPRE

1. Ci saranno giorni belli e giorni brutti, ma il coraggio e la determinazione non ti abbandoneranno mai.
2. La paura e l'ansia possono impossessarsi di te in qualsiasi istante, anche se prima non avresti mai immaginato di poterti sentire così, ci sono momenti in cui davvero hai paura che vada tutto male.
3. Piangerai, e piangerai tantissimo! Impara a lasciar scorrere le emozioni in modo più libero e consapevole.
4. Il tuo corpo è una macchina meravigliosa, subirà dei cambiamenti incredibili, lo sentirai dolorante, avvertirai le forze abbandonarti e poi ritornare più forti di prima, ma non avrà mai davvero ceduto.
5. Prenditi più cura di te, impara che se non li trascuri la mente ed il corpo posso arrivare ovunque.
6. La felicità non è complicata, è davvero uno stato d'animo.
7. Ascolta i consigli e poi fai come vuoi tu.
8. Tenderai a diventare monotematica, gli altri capiranno, ma non approfittarne!
9. Leggi, parla, confronta, ma sentirai che non sarai mai davvero preparata per quello che ti aspetta, e va bene così.
10. Nessun dubbio o domanda è stupida, se hai un dubbio chiariscilo, domanda, sempre.


martedì 6 novembre 2012

Sono incinta e sono stata licenziata



Ho pensato molti giorni se pubblicare questo post, la cosa è accaduta qualche giorno fa e io, grazie alle tante reti di salvataggio che ho attorno tra amici e famiglia, mi sono rialzata ed ho intenzione di cominciare tutto d'accapo. Però poi ho pensato a tutte quelle donne che vivono o vivranno una situazione simile, ho pensato ai milioni di post che ho letto sui forum, sui blog, su facebook, di donne come me, tanto felici di diventare future madri, ma tanto distrutte perchè ci viene negato il diritto di essere donne.

Se sei madre, non sei più produttiva, diventi un peso, un problema e quindi vai sostituita. Vallo a dire a chi ha studiato per anni all'università, chi si è pagato corsi, master, a chi per anni ha fatto la gavetta, ha lavorate di sera nei ristoranti, nei bar, a chi ha fatto la baby-sitter, la commessa, a tutte quelle donne che per guadagnare, affermarsi e rendersi indipendenti hanno fatto milioni di sacrifici. Dillo a noi, che per il diritto di diventare madri poi perdiamo il diritto di essere quello che abbiamo costruito in tanti anni di lavoro.
Quello che fa più male è che a farmi questo è stata un'altra donna, una da cui ti aspetti comprensione. 

Ebbene, io mi sono sentita prima trafitta e poi svuotata, come se il mio corpo restasse un involucro vuoto, utile solo a farci crescere altro dentro, altro che è diverso da te... tutto quello che eri prima? Scordatelo!
Siamo il futuro di questo paese, il futuro che non ha diritti, non ha contratti, ma che deve aprirsi una partita iva per lavorare, questo vuol dire: se lavori bene, se non lavori amen. Niente ferie, niente malattie, niente maternità. Siamo disposte a tutto pur di lavorare e poi, basta un soffio e tutto è perduto.
Perchè a più di trent'anni io non posso decidere di diventare mamma? Perchè dovrei seguire le regole di una società che mi vuole produttiva e libera fino ai 40 anni? Quello che sono, che ho imparato, tutto quello che ho guadagnato non voleranno via con il mio bambino, ma anzi saranno la mia forza, la mia salvezza e tutto quello che potrò trasmettere a mio figlio/a.
Se chi legge si trova nella mia situazione, vi dico solo di non mollare, non trasformiamoci in quello che vogliono loro: in contenitori per bambini, ma restiamo sempre noi, donne, lavoratrici, mamme e insegnamo ai nostri figli tutto quello che sappiamo, i valori ed il rispetto per gli altri.
Io non mi fermerò per me, per il mio bimbo e per tutte le persone che credono in me e mi sostengono, non siamo sole, siamo tante, siamo donne e non dobbiamo mai smettere di sostenerci a vicenda!

p.s. avete mai provato a cercare immagini su google con la parola di ricerca "licenziamento donna"? Scoprirete quante foto di donne incinte ci sono...

mercoledì 21 marzo 2012

Non è tempo di nuovi post...

Ci provo a scrivere, ma non è tempo, sono in balia di mancanze, ricordi, canzoni e lettere.

Io che non ho problemi ad immaginare che domani mattina mi potrò svegliare e godere, e gioire e provare ad essere felice, penso a chi invece sa molto bene che questa cosa potrebbe non realizzarsi.
Convivere ogni giorno con la consapevolezza di dover abbandonare tutto, niente più sogni, niente più progetti, niente più futuro, solo una briciola di speranza, che giorno dopo giorno appassisce.
La stanchezza che irrigidisce i muscoli ed intorpidisce la mente, il cuore che batte all'impazzata rifiutandosi di credere, no, non è ancora pronto. Ho bisogno ancora di tempo.
Il dolore incessante che batte e ribatte, che diventa brusio costante, che non ti lascia riposare, nemmeno un attimo, nemmeno nell'incoscienza del sonno, non dà pace, è prepotentemente presente.
E non serve a niente la fede, e non serve a niente aggrapparsi a filosofie lontane,
quello che rimane è una passione e tutto l'amore del mondo.
Per te Alfredo e per la nostra amicizia .

giovedì 1 marzo 2012

Quando ti borseggiano...

Bazzicando in una grande metropoli, e per giunta del sud, sono abituata a dover convivere con scippi, borseggiamenti, rapine e simili, sono talmente abituata che automaticamente porto la borsa in un certo modo, apro il portafogli in modo furtivo e ho gli occhi sempre attenti a chi mi sta intorno.
Certo fare questo 365 giorni all'anno... se consideriamo la legge dei grandi numeri prima o poi dovevo fallire, è statistica.
E fu così che ho "perso" il portafogli con 30 euro e tutti i documenti, tessere sconto, e chi più ne ha più ne metta... porca miseria per un attimo di distrazione!
Inizialmente volevo mettermi a piangere... chi ti da il diritto di rubare una cosa mia??? I soldi che mi guadagno, le mie tessere, i miei punti, le mi cose!
Subito dopo scatta la rabbia verso sé stessi, come diavolo ho fatto ad essere così stupida? Eppure lo so bene che non devo distrarmi, nemmeno se sono stanca, nemmeno se sono le 19.30 e mi fanno male le caviglie, nemmeno se non vedo l'ora di ritornare a casa... è inaccettabile! Stupida, stupida, stupida!
Tutto questo dialogo interno è avvenuto nell'arco dei cinque minuti che mi separavano dalla questura... vado subito a fare denuncia ed a bloccare il bancomat.
Poi scatta l'autoindulgenza, ho il diritto di distrarmi ogni tanto, è troppo faticoso vivere una città simile, e io fino ad ora sono stata brava, in fondo in 32 anni mi hanno rubato solo un paio di cellulari e un portafogli, ho sventato 5 borseggiamenti, ho evitato uno scippo di cappotto (che portavo sotto braccio per via del caldo), e un agguato con tanto di cassonetto posto in mezzo alla strada (probabilmente per fregare la macchina del mal capitato che fosse sceso a spostarlo per passare...), per non parlare di mio padre il supereroe che tentava di mettere sotto alcuni ladri che ad un semaforo avevano aperto lo sportello di una ragazza e tentavano di scaraventarla fuori dall'autovettura per rubarla...

Insomma, posso essere fiera di me, alla fine in tutti questi anni me la sono cavata discretamente, poteva andare molto peggio... giusto?
Ecco il motto della settimana direttamente dalla parete della mia cucina:

venerdì 17 febbraio 2012

La Psicologia, i blog e skype

Ho scoperto internet a diciotto anni, poi le chat, poi i forum ed infine sono approdata ai blog.
Uno dei primissimi blog che ho avuto mi ha aiutata a superare un lungo periodo di sbandamento, raccontandomi e confrontandomi attraverso il blog riuscivo a focalizzare meglio i miei pensieri, rileggendomi mi stupivo di quanto le mie emozioni fossero violente ed intense, insomma il mio non era un semplice blog era un blog terapeutico.
E man mano scrivevo, più conoscevo blogger, più mi confrontavo e più notavo che quest'effetto benefico non lo sperimentavo solo io, ma molti altri.
Quando cerchiamo di auto-narrarci si innescano meccanismi psicologici molto precisi, per prima cosa iniziamo ad usare il pensiero narrativo, pensiero diverso da quello logico matematico, e quindi tendiamo a cercare di dare un senso, una sequenzialità, una logica a quello che raccontiamo.

Un primo passo fondamentale per mettere ordine nella nostra testa, senza nemmeno accorgercene.

L'iniziativa che voglio segnalare è quella del portale www.blogtherapy.it in collaborazione con www.iopsicologo.it e niente-panico-it, che prevede consulenze gratuite on-line, più precisamente su skype.
Spesso non si conoscono le potenzialità di un ciclo di colloqui psicologici, si sottovaluta il prezioso aiuto di un professionista capace di inquadrare un problema e ridefinirlo in modo da poter essere affrontato e superato.
Un psicologo, uno psicoterapeuta, fa questo: costruisce scale per i nostri castelli in aria. 

E allora perchè non approfittarne visto che è gratis?

venerdì 23 dicembre 2011

Buon natale

Che in fondo basta poco per stare bene,un po' di immaginazione un pizzico di follia e la voglia di cambiare un po'le tradizioni! Questo e' il mio albero di natale quest'anno... Immersa nel calore della famiglia, nell'affetto degli amici e nel luccichio dei regali.
E ritornare bambini pattinando sul ghiaccio sotto la pioggia... Ed accorgersi che e' assolutamente bello diventare folli e dimenticare chi siamo.
Buon Natale dalle fredde e piovose terre Britanniche




mercoledì 21 dicembre 2011

Venghino Signori e Signore...

Sono una funambola.
I miei piedi avanzano su un filo, tra le mie mani il bastone dell'equilibrio.
A volte arrivo a completare il percorso, a volte rimango in bilico, precariamente sospesa
nella delicata ricerca del giusto bilanciamento, a volte cado.
Nella vita siamo tutti dei funamboli, la differenza sta nell'averne la consapevolezza o meno.
Chi sa di esserlo, sa di avere anche il bastone.
Chi non lo sa, è convinto di camminare con i piedi per terra, teme l'altitudine, prova le vertigini al pensiero di volare.
Vorrebbe forse volare, ma non trovando il coraggio perde il suo tempo a guardare con aria scettica ed impaurita chi sta lassù, ed a forza di guardare in alto, scivola su una stupida buccia di banana.
Eppure...chi può dire se sia più inquieta la ragionata emotività del pedone o l'insospettabile fermezza dell’equilibrista ?

mercoledì 14 dicembre 2011

La gente Parla

La gente parla, parla così spesso, così tanto così a sproposito che con il tempo impari ad ascoltare non assimilando minimamente nulla di quello che ti stanno dicendo.
Io sono diventata bravissima, quando incontro determinate persone, accendo la modalità ascolto-nonascolto e beatamente penso ai fatti miei per dieci minuti, ma mica è una cosa che si impara velocemente questa eh? Ci vogliono anni ed anni di esercizio, di madri che parlano e ripetono le stesse cose, di amici logorroici e di fidanzati egocentrici. Insomma il training è stato lungo e difficile...
L'unica categoria che ancora non ero riuscita a neutralizzare è quella delle persone che parlano e promettono, la categoria peggiore e anche la più pericolosa. Tali individui sanno, conoscono, ti capiscono, fanno leva su quello che in quel momento ti preme di più e amabilmente rigirano il coltello nella piaga. Ma non solo, si limitassero solo a gongolare su questo sarebbe anche sopportabile, ma no, loro poi vanno oltre, più in profondità, loro promettono. E via su conoscenze, appoggi, favori, con il valzer degli appigli e delle porte che possono far aprire. Che ti serve? Un appuntamento più veloce dal medico? E che ci vuole??!!! Un lavoro??? Non c'è problema. Loro, con le parole, arrivano dovunque e possono qualunque cosa. Ebbene, spesso codesta gente è quella che gode anche di una certa credibilità, per cui il dubbio che ti stiano dicendo il vero ti viene eh... certo forse non proprio questa settimana, forse il mese prossimo... ma prima o poi si avvera eh???
Ormai mi hanno talmente stancato che non riesco nemmeno ad essere indifferente, non riesco nemmeno a non ascoltare, mi verrebbe voglia di chiedergli perchè? Perchè arrogarsi il diritto di promettere anche se nulla gli viene chiesto? Che poi a stare da soli su un piedistallo auto-eretto non fa freddo?

giovedì 1 dicembre 2011

Il piacere di scrivere VS Il blocco dello scrittore

In questi giorni dormo poco, è colpa dell'ansia e dei sensi di colpa che mi martellano per via di una mia debolezza psicologica: la procastinazione.
Ho sempre avuto questo problema, nonostante avessi tutto il tempo a disposizione mi sono sempre, ma sempresempre, ridotta all'ultimo minuto. Gli esami superati più brillantemente li ho preparati in una notte, e non esagero. Saranno gli ormoni scatenati dall'ansia, ma io produco decisamente meglio sotto pressione che in condizioni normali. E cosa succede quando un comportamento che teniamo ci porta risultati positivi? Tendiamo a ripeterlo ovvio... questo lo sa bene il cane di Pavlov!


E quindi, volente o nolente, nonostante tutte le autoraccomandazioni, i buoni propositi, mi ritrovo a fare nottate e giornate di lavoro intenso per recuperare il tempo perduto. In questi giorni sto scrivendo dei pezzi per un libro a cui sto collaborando e ne sto iniziando uno mio su un progetto passato. Dovrei essere contenta, potrebbe essere importante per il mio lavoro ma... mi ritrovo combattuta tra il piacere di scrivere senza condizionamenti, in modo sciolto e limpido e il blocco dello scrittore per forza. E' una sensazione indescrivibilmente avvilente, ma ovviamente va affrontata. Alla fine spero che il mio fisico regga ancora lo studio ed il lavoro matto e disperato, e ogni tanto mi rilasso con il semplice piacere di scrivere il mio blog. 


martedì 22 novembre 2011

Distanze e Velocità della Luce

Io vivo in una di quelle città di cui o se ne parla un gran bene o se ne disprezza tutto... una di quelle città che certi giorni sembra regalarti una bellezza infinita e altri ti fa odiare di esserci nato.
Vivere in questa città non è facile e spesso chi ci vive bene lo fa a discapito degli altri, che ad un certo punto decidono di andarsene. Da 4-5 anni a questa parte il mio mondo, il mio microcosmo di amici ha subito un brusco cambiamento, le persone che conoscevo, che frequentavo, i volti noti del venerdì sera, quelli che tantoliincontrisempreprimaopoi non c'erano più, si erano trasferiti.
E tutti sono andati ad affollare la stessa città, Milano. Mi domando come faccia Milano a non straripare, così piena di persone che un giorno decidono che lì c'è lavoro e che quindi vi si devono trasferire.
E così si vive di skype, di sms di socialnetwork, che poi non è mica la stessa cosa.
E vivo con la paura che un giorno anche tu possa andare via, che tra tutti io debba rinunciare anche a te, e allora tutto sarebbe irrimediabilmente diverso, cambierebbero le strade, i percorsi, gli angoli, e le sere a teatro, cambierebbe il mio modo di pensare, il mio modo di vivere questo luogo.
E mi ritrovo a viaggiare alla velocità della luce, lungo distanze temporali infinitamente lontane dove un giovane Lorenzo Cherubini, ancora Jovanotti, canta
"nei tuoi occhi ritrovo i miei giorni di qualche anno fa,
le domeniche senza far niente
e voglia di sincerità..."

giovedì 17 novembre 2011

Il periodo sportivo...

Almeno due, tre volte all'anno ci passiamo... tutti, e dico proprio tutti, chi più chi meno attraversa il periodo adessobastamidevorimettereinforma!
I periodi possono variare da soggetto a soggetto, ma bene o male le date coincidono, prima di Natale c'è il cosìdetto "mi sgrasso prima del cenone" (che poi altrimenti durante le feste metto ancora più chili e chi li toglie più??!!), e dopo il fallimento del periodo suddetto c'è il periodo "porcamiseria non dovevo mangiare così durante le feste" e si cerca di riparare rifiutando la tradizionale calza della Befana...
il periodo successivo corrisponde al pre-Pasqua con la messa al bando di Uova golose e agnelli sacrificali... ma poi arriva, LUI, il periodo dei periodi, il più temuto dal comune mortale:
Arriva l'Estate!!! (e adesso sono ..azzi tuoi :D ).
Tale periodo è ormai citato in tutti i telegiornali, le riviste scientifiche, gli psicologi ne parlano, è al centro di delicatissime analisi sociologiche... è il periodo della tremenda Prova Costume. Infatti, se ci si riflette, non si può dire che sia quasi estate se non si becca uno di questi programmi/servizi/notizie di cronaca altamente culturali e profondamente arricchenti, specchio di una società finta salutista che cerca di correre ai ripari all'ultimo minuto.
La prova costume è un concetto subdolo e contagioso, come un virus si insinua negli incubi dell'italiano,  lo porta a sessioni snervanti di footing da strada, gli apre il mondo degli integratori alimentari, delle scarpe sportive performanti ("performante" mi perdoni l'accademia della crusca se uso un tale termine considerato orripilante, ma si si sa, la lingua si evolve, anche in senso sbagliato) delle diete del minestrone, della tisana drenante... fino alla "dieta del carcerato a dieta".... acqua rigorosamente senza pane!
Bisogna poi tener conto di un altro fattore, i periodi possono variare a seconda del "grado di maniglia dell'amore percepito".... ebbene eccomi qua, sono nel pieno del periodo maniglia dell'amore pericolosa e adesso mi faccio furba, prima di Natale :)))).
Stamattina sveglia alle 7.00, un po' di riscaldamento, addominali, 20 minuti di corsa. E adesso mi sento altamente in pace con la mia coscienza... ho pure i testimoni sul mio faticosissimo sforzo mattutino, potrei anche consolarmi con una delle zollette di zucchero sfornate l'altro ieri... ma resisto e decido per una salutare (nel senso che saluta ironicamente con la mano) spremuta di arance e pompelmi direttamente dal mio giardino.
La domanda da porsi è d'obbligo: quanto durerà? Ma si sa, l'unica risposta possibile è "durerà fino all'obbiettivo" ...

Allego Prova Fotografica di Oggi

lunedì 14 novembre 2011

Non m'importa

Non m'importa sapere se ti piace quello che ho scritto, m'importa sapere che ne pensi... e non m'importa ciò che è definito bello, e m'importa di tutto, di tutto quello che attira la mia attenzione, che sia un piatto di spaghetti, una poesia di Montale o un blog ormai abbandonato da tempo.
Che importa?
Non m'importa, se non c'è stimolo.
Che a fregarla la nostra mente non ci si mette poi mica tanto, basta accecarla con lustrini, luccichii e parole che rimandano a sensi ormai perduti e li...TAC!, scatta, qualcosa scatta, e "scattalanostalgiadinonsocosa", scatta l'impazienza di aspettare un futuro che incombe e spaventa e e paventa disastri dai quali usciremo vivi, ma anche completamente cambiati...
ma ce ci importa?

giovedì 10 novembre 2011

Di nuovo un blog

Erano anni che lo pensavo... mi dicevo... un nuovo blog, uno nuovo spazio tutto mio, ma non mi risolvevo ad aprirne uno. Non lo so, non so perchè, ma mi faceva paura, nonostante tenere un blog mi abbia fatto sempre indubbiamente bene, avevo paura di ricominciare. Forse perchè sarei stata delusa dal nuovo che rimpiazza il vecchio... boh.
E mi ritrovo in un periodo bello della mia vita... più o meno sereno, dove ho due su le tre cose che davvero contano nella vita, per cui perchè lasciarsi rovinare la felicità dall'unica cosa che ci manca (cit. Sex and The City... naturalmente)?
Questo è un blog diverso, un mix tra pensieri, episodi, vita, filosofia e il mondo del fare, dell'agire, del creare... non so che immagine dia di me, di una donna frivola? Di una casalinga tuttofare? Che importa? M'importa fare, mi importano i pois, i fiocchetti, i colori e le cortesie per gli ospiti, anche se poi... ogni tanto qualche piccolo sprazzo dell'altra me non potrà far a meno di riemergere.
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